Diciamo insieme “NO ALL’ABBANDONO!”

Un reato sempre più frequente e con numeri spaventosi che in Italia è punibile con l’arresto.
Finita l’emergenza pandemica purtroppo oltre 117 mila proprietari hanno restituito i cuccioli adottati perché definiti “troppo impegnativi”

Sono stati 3,4 milioni gli italiani che, fra il 2020 ed il 2021, hanno scelto di adottare un cane, ma quello che sembrava vero amore, in realtà è stato solo un fuoco di paglia.
Finito il lockdown oltre 117 mila proprietari hanno cambiato idea restituendo l’animale al canile o affidandolo ad altre famiglie e nei casi più estremi abbandonandolo.
Il 28,3% di chi ha preso un cane negli ultimi due anni ha detto di averlo fatto per alleggerire il periodo del lockdown e circa 196 mila persone hanno ammesso di averlo preso solo per aggirare i limiti alla mobilità imposti dal Governo in quel periodo (5,7%). La ragione principale per cui i padroni hanno rinunciato alla compagnia del loro amico a quattro zampe è legata alla complessità di gestione dell’animale (63%), in altri casi, invece, la decisione è stata presa a seguito dei danni materiali causati dai piccoli pet (37%).

Questo è quanto emerge dall’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different.
L’estate purtroppo è il periodo più terribile dell’anno per questo fenomeno, si stima che ogni anno in Italia vengano abbandonati 80.000 gatti e 50.000 cani. Le città maggiormente interessante dal fenomeno si trovano al Centro-Sud (Lazio, Campania, Puglia e Sicilia), il picco di abbandoni si registra tra luglio e agosto.

Gli animali non sono accessori o giocattoli, ma parte integrante dei nostri nuclei famigliari e quando si decide di adottarne uno per soddisfare un desiderio o quello dei nostri figli, bisogna sempre tener conto di tutte le conseguenze.
Più dell’80% degli animali abbandonati rischia di morire a causa di stenti o in incidenti, dal momento che spesso vengono lasciati lungo i cigli stradali. Abbandonare non significa solo commettere un’azione eticamente inaccettabile e un reato ma anche mettere a repentaglio delle vite. L’animale lasciato in strada resta sul posto nella speranza che il padrone torni a riprenderlo oppure, disorientato, inizia a vagare con grave rischio per sé stesso e per gli automobilisti.

La Società Autostrade ha stimato che in un decennio sono stati 45 mila gli incidenti stradali, causati da animali vaganti, con 200 persone morte.

Cosa rischia chi abbandona?
In Italia, l’abbandono degli animali domestici è vietato dall’art. 727 del Codice Penale. Il reato è punito con l’arresto fino ad un anno o con un’ammenda che vai dai 1.000 ai 10mila euro, per chiunque abbandoni animali domestici. A seguito dell’intervento normativo del 2004, la tutela degli animali è rafforzata dall’inserimento del titolo IX bis, nel libro II del Codice Penale.

Il reato è sancito anche nell’art.6 della Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, che recita:
“L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante”.
Il reato si verifica nel momento in cui la persona, che ha la custodia dell’animale, decide consapevolmente di disfarsene. Perciò, non si tratta solamente del proprietario, il quale risulta intestatario all’anagrafe canina, anche attraverso il microchip, ma di chiunque ne abbia la custodia
e, quindi, la responsabilità.

La legge prevede il reato anche per chi detiene un animale domestico in condizioni incompatibili con la sua natura, soprattutto se è fonte di gravi sofferenze.

Cosa fare?
Assistere a un caso di abbandono non significa voltarsi dall’altra parte, è importante denunciare alle Forze dell’Ordine i colpevoli. I cani ritrovati vengono portati presso i canili municipali con ingresso sanitario e quarantena, per poi passare al canile dove potranno essere adottati. “In Italia risultano 1.027 canili – spiega Gianluca Felicetti Presidente della Lav – 356 sanitari e 671 rifugi.

Il 50% dei canili si trova nel Mezzogiorno, il 27% al Nord e il restante 23% al Centro.
I dati sulle colonie feline sono più lacunosi, attualmente parliamo di 116 gattili”.

Chiunque voglia prendere un cucciolo può rivolgersi al canile della propria città e fare una scelta responsabile e d’amore.

 

di Annalisa Maiorano