Le Chicche della settimana: i Paesi che vogliono o devono tornare in ufficio, il pacchetto di primavera di Bruxelles, il monitoraggio del Recovery Plan italiano.

Durante la pandemia si è sviluppato il lavoro a distanza, con il rallentare del Lockdown molte misure restrittive sono state revocate anche se tanti continuano a lavorare da casa, alcuni tutti i giorni altri qualche volta a settimana, l’opportunità di lavorare a distanza è diventato fattore chiave per accaparrarsi talenti.

A livello globale, il 38% dei dipendenti lavora in un ufficio ibrido, molti Paesi marciano verso un lavoro senza luoghi, mentre ci sono Paesi in cui, per ragioni culturali, barriere tecnologiche o logistiche, preferiscono tornare dietro la scrivania e in presenza.

In Francia il 29% dei lavoratori lavora a distanza una volta a settimana, a differenza del 51% dei tedeschi, 50% d’italiani, 42% d’ inglesi e il 36% di spagnoli, in Italia il 30% dei lavoratori lavora a distanza dai quattro ai cinque giorni a settimana, il 17% da due a tre giorni, in Francia le cifre sono rispettivamente dell’11% e del 14%.

I lavoratori del Sud del mondo sono tornati al posto di lavoro dopo timidi esperimenti di remote working perché ostacolati da infrastrutture tecnologiche scadenti.

il fenomeno smart working sembra sgonfiarsi, non solo nelle prospettive future, anche rispetto all’idea che ci eravamo fatti, infatti, in Italia nel 2020 ha lavorato in maniera continuativa in smart working solo l’11% dei lavoratori su un potenziale del 37%, un pò pochino, insomma.

Dal rapporto della Commissione europea sull’Italia,emergono  richiami al nostro Paese che riguardano; il debito alto e la crescita bassa, l’Italia resta nel gruppo degli “squilibri macroeconomici eccessivi”, fortunatamente non si apre alcuna procedura per deficit e debito pubblico oltre i parametri di Maastricht, l’attenzione si concentra sull’ opportunità offerta dal Recovery Plan (Pnrr),purchè si proceda con attuazione “rapida e sana”.

Gentiloni sottolinea che Bruxelles non ha intenzione di massacrare nessuno di tasse, ma è importante la riforma del catasto e l’allineamento dei valori catastali ai valori di mercato.

Draghi ha convocato un cdm durato otto minuti e la maggioranza ha dato il via libera ad apporre la fiducia sulla legge sulla concorrenza entro maggio, Brunetta rassicura che; non siamo in ritardo e sarà approvato tutto, al di là dei colpi di testa di Salvini, in ballo ci sono i 46 miliardi di euro che Bruxelles ci spedirà tra giugno e dicembre, secondo il cronoprogramma del Pnrr, a patto che le riforme abbiamo preso forma.

Restano in coda la riforma del Codice degli appalti; la legge sulla concorrenza che contiene la questione delle gare sulle concessioni balneari; la delega fiscale con la revisione del catasto; e la riforma del Csm, che è di fatto l’ultimo miglio della giustizia, che creano non poche scintille nella maggioranza di governo.

Entro giugno occorre raggiungere i 45 obiettivi, la priorità  è l’iter della delega fiscale, inchiodata alla Camera, che contiene la riforma del catasto, uno dei punti inseriti nelle raccomandazioni dell’Ue.

I fondi del Pnrr sono l’unico margine di spesa pubblica a disposizione, oltre al deficit concordato con Bruxelles alla fine dell’anno scorso.

Da parte del governo resta ancora da fare in termini di trasparenza e accesso ai dati, la Commissione europea ritiene giustificato un nuovo stop del Patto di Stabilità e crescita per tutto il 2023, la clausola sarà disattivata a partire dal 2024, la sospensione non significa «un liberi tutti», un richiamo, sul debito italiano, è arrivato dal Fondo monetario internazionale.

Il ministro delle Finanze tedesco Lindner ha posto la linea del rigore nei conti pubblici, esprimendo contrarietà a un’emissione comune del debito per ricostruire l’Ucraina.

Nessun accordo sull’embargo al petrolio russo, al G7 di Bonn gli Stati Uniti hanno riproposto di apporre dazi o un tetto al prezzo per l’import del petrolio, ma la Germania si è messa di traverso, il Financial Times insinua e scrive che l’Italia ha addirittura aumentato le importazioni di greggio da Mosca.

Divisioni sul tema del pagamento in rubli, Eni ha avviato le procedure per il aprire il doppio conto, in un contesto di incertezza normativa da parte della Commissione.

A Berlino si svolge la riunione dei ministri dell’Ambiente, mentre in Italia arriva in visita il presidente dell’Algeria con il quale Draghi ha sottoscritto un importante accordo di fornitura di gas in sostituzione di quello russo.

Secondo il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, le sanzioni stanno funzionando e stanno piegando l’economia russa, ma l’embargo sul gas è necessario.

Il World Economic Forum di Davos,svoltosi in questi giorni,, dopo la pandemia e la guerra non è più lo stesso, non ci sono i russi, non c’è il presidente cinese Xi Jinping, il New York Times scrive che molti princìpi di cui Davos è stato il simbolo, come: globalizzazione, liberalismo, capitalismo di mercato, democrazia rappresentativa, sembrano essere sotto attacco.

Lagarde, ha detto che Francoforte “nella riunione di luglio” ci si appresta a un rialzo dei tassi in modo da poter “essere in grado di uscire dai tassi di interesse negativi entro la fine del terzo trimestre”.

Il disegno di legge sull’equo compenso ai professionisti, presentato da Giorgia Meloni e due deputati di Lega e Forza Italia, sta facendo litigare la maggioranza al Senato, dopo l’approvazione alla Camera, 147 gli emendamenti per modificarlo e per il Pd va cambiato radicalmente, altrimenti risulterà dannoso, soprattutto per i giovani.

Raffaele Tangorra, commissario dell’Agenzia nazionale per le politiche attive (Anpal) assicura che i fondi del Pnrr non saranno sprecati e annuncia che da giugno saranno attivati 50 mila disoccupati al mese in programmi di riqualificazione e i centri per l’impiego, entro fine anno, avranno 20mila addetti anche lui si lamenta che le imprese non trovano lavoratori in Italia anche e soprattutto perché i salari sono troppo bassi.

Realizzata la proroga dei contratti dei navigator da giugno fino al 31 ottobre lavoreranno su Rdc e su Gol.

Tiziano Treu ha spiegato che il decreto dignità è stato un fallimento e che va riscritto, proponendo che siano le aziende a pagare la flessibilità contrattuale, secondo il presidente del CNEL è ora di introdurre il salario minimo, evitando di sparare numeri a caso come ha fatto Tridico e che servono commissioni apposite, senza improvvisare.

In base ai dati Inps, dall’inizio della pandemia il comparto energivoro assorbiva circa il 15% delle richieste di cig nella manifattura, con il caro energia, la quota è salita al 20% a febbraio e superato il 40% a marzo, per il momento, tengono i posti di lavoro, ma si riducono le ore lavorate.

L’ultimo monitoraggio sul mondo del lavoro, di- ILO- dice che le ore lavorate nel mondo sono tornate a crollare nel primo trimestre 2022, con un meno 112 milioni di posti di lavoro full time a livello globale, a pesare l’incertezza sul mercato e un sondaggio Axios, riporta che i giovani della generazione Z nel lavoro cercano soprattutto stabilità e aziende che li apprezzino per quelli che sono, con attenzione particolare alla salute mentale.

Gli aspiranti compratori di Ita Airways – il fondo Certares con Air France e Delta; il gruppo Msc della famiglia Aponte con Lufthansa hanno chiesto al governo di regolare gli aiuti e i sussidi alle compagnie low cost, anche per questo, le offerte saranno condizionate.

Il 24 maggio al Mise è stato convocato il tavolo di settore delle telecomunicazioni, che nel 2021 ha perso 1 miliardo di euro, si farà il punto anche sulla rete unica.

La pandemia prima e la guerra poi hanno mostrato tutti i limiti di una supply chain troppo lunga e in balia dei lockdown, con i porti congestionati o bloccati e i prezzi dei trasporti decuplicati da un anno all’altro, crescono le imprese che cercano di accorciare le catene del valore e riportare in Italia almeno parte della produzione.

Alfredo Magnifico