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Una mattina il direttore generale del mio gruppo di allora fece tardi ad arrivare in ufficio, causa una manifestazione in centro del gay pride.

Entrò nella mia stanza dicendo: premesso che ognuno con il proprio corpo fa quello che vuole; io sono etero e non scendo in piazza a proclamarlo e non creo tutta questa confusione.

Gay pride. Orgoglio gay. Comprendo che l’affermazione della diversità richieda voce. In piena libertà. Quello che mi disturba è dovermi sentire diverso io per un orientamento sessuale normale? Naturale? Il loro per come sentono lo è e io ne ho grande rispetto.

Come ho già espresso io volgò l’attenzione alla felicità altrui. Ho diversi amici gay che rispetto e hanno il mio totale affetto. Anzi sono più animati nel sentire i sentimenti e farteli vedere. Più sensibili.

Negli anni mi è capitato di andare in qualche negozio di grande firma in centro ed essere oggetto di lusinghe di qualche commesso di quell’orientamento. Cosa da me vissuta sempre con simpatia e sensibilità.

Cercando sempre di stare in un atteggiamento di normalità, guardando alla persona e la sua educazione, con alcuni ho fatto divertenti e grandi risate.

Quello che non sopporto invece è l’ambiguità di chi cerca di portare il messaggio che il diverso sei tu.
A me per istinto piace la donna e non mi piace ogni volta mettere confini o affermazione al mio sentire.

Non giudico. E non voglio che nessuno giudichi me. Per il mio più classico…. Orientamento, perché io rispetto chi mi rispetta.
Accetto totalmente la diversità altrui. Quello che non accetto e di dovermi sentire diverso io. Per come sento.

 

Dott. Giuseppe Deiana

 

Dedicato a te bruno.
Sei andato via nel periodo covid e non ti ho potuto salutare. Lo faccio con questo articolo nel divertente ricordo di quella mattina che mi entrasti in stanza.