Report guerra Ucraina – Russia giorno 116

Putin al congresso di San Pietroburgo ha dichiarato che “Le élite Ue stanno ballando sulla musica di qualcun altro, danneggiando la propria popolazione. I veri interessi degli europei e delle imprese europee sono totalmente ignorati e spazzati via…”

 

Si tratta di un giudizio politico perfettamente in linea con il pensiero di Putin e quindi con gli interessi del regime russo: niente di nuovo in esso… Quello che è interessante, e quasi affascinante, è come tale giudizio corrisponda perfettamente al mantra dei minions europei e soprattutto italiani, che si ergono a difensori dell’interesse nazionale contro la SPECTRE dei “Poteri Forti” internazionali, intenti a danneggiarlo volutamente e con premeditazione. Quindi, se i minions sono in buona fede, allora Putin sarebbe un acceso difensore dell’interesse nazionale italiano: un vero amico, contrapposto a Biden e alla von der Leyen e naturalmente anche a Draghi che lavorerebbe per loro.

 

Chi l’avrebbe mai detto? Pensare che Dmitri Medvedeev pochi giorni prima aveva detto senza peli sulla lingua di “odiare tutti gli occidentali”, e di lavorare affinché “sparissero” in quanto essi “odiano la Russia”. Già, ma forse lui era annebbiato dalla collera in quanto a suo figlio era stato revocato il permesso di soggiorno negli USA dove intendeva studiare…

 

Sia come sia, rimane un fatto fondamentale: le opinioni dei minions intenti ad attaccare sempre e comunque l’operato del Governo italiano in particolare e dell’occidente in generale (ma soprattutto degli USA), coincidono perfettamente con il pensiero del Presidente della Federazione Russa. Non gli assomigliano semplicemente: sono le stesse.

Trovarsi occasionalmente d’accordo con dei leader stranieri ovviamente non è né strano né inconsueto. Trovarsi a volte d’accordo anche con un capo di Stato dichiaratamente ostile può mettere un po’ a disagio; ma essere sempre e comunque allineati con lui è decisamente sospetto.

Ora, rendiamoci conto: stiamo parlando di uno Stato straniero che punta armi nucleari sul nostro territorio, un membro del cui governo afferma di lavorare “per farci sparire”, e che invade militarmente un’altra Nazione che intende aderire al nostro medesimo sistema di alleanze.

 

Non siamo ufficialmente in guerra, quindi tutta la legislazione del tempo di pace ha piena applicazione, e la libertà di pensiero e di parola rimangono assolutamente validi. Ma francamente direi che il comportamento dei minions possa suscitare non solo sospetto di connivenza con un Paese ostile, ma anche oltraggio per l’evidente avversione dimostrata ai valori fondamentali della repubblica, che vengono addirittura manipolati a danno dell’interesse e della sicurezza nazionale… Per cui accade che siccome “l’Italia ripudia la guerra”, quando qualcuno la guerra la fa per cercare di sottomettere un nostro vicino che ambisce a condividere i nostri valori, noi dovremmo girarci dall’altra parte e non aiutarlo a difendersi.

No. I minions saranno anche in larga parte in buona fede, ma il supporto che offrono ad una potenza ostile che conduce una guerra d’aggressione ai danni di un nostro vicino e alla sua campagna di guerra ibrida contro di noi e contro il sistema di alleanze a cui apparteniamo si qualificano come sostegno esterno; la stessa definizione che si utilizzava per indicare quei personaggi che pur non commettendo direttamente reati, offrivano comprensione ai terroristi, di destra o di sinistra che fossero, e alle loro idee.

 

Questo naturalmente non vale per chi esprime concetti politici differenti, quali criticare le modalità con cui il governo si impegna per contenere il conflitto e offrire aiuto all’Ucraina aggredita. Chi invoca un maggiore sforzo di mediazione o chi si oppone all’invio di armi in base ad un suo proprio ragionamento, esercita i suoi diritti politici. Ma chi lo fa rilanciando con entusiasmo acritico la propaganda russa, ne abusa.

Si tratta di un confine sottile, e per questo non è né opportuno né possibile intervenire in modo repressivo contro i minions; perché questa è proprio la differenza fra la Russia di Putin e noi: la difesa della libertà implica il rischio che qualcuno ne abusi, e tocca accettarlo come un inconveniente della vita.

Ma è sacrosanto darsi da fare per contrastare il loro messaggio: perché non è il LORO messaggio, bensì quello dell’orso Vladimiro che loro tanto ammirano.

 

Orio Giorgio Stirpe