Signor Presidente PUTIN

La osservo da tanti anni ed ho simpatia per lei perché immagino quanto sia difficile guidare una nazione immensa, con giganteschi problemi complicati dalle distanze e dai fusi orari. Vedo anche sul suo volto la consapevolezza della gravità delle decisioni che prende e le scrivo per darle un suggerimento che spero le possa essere d’aiuto.

Anni addietro durante un viaggio in Russia ho visto un popolo operoso, finalmente aperto ed orientato verso una vita più democratica e finalizzata a perseguire il benessere di tutti. Ho notato però che alla grandiosità di Mosca ed alla bellezza di S. Pietroburgo si sommano anche problemi di terre immense ed inospitali, immigrazione selvaggia verso le grandi città, problemi di integrazione fra etnie diverse e culture diverse. In quell’occasione, tra l’altro, ho apprezzato il rispetto che il popolo russo ha verso i militari caduti in guerra  e verso i civili trucidati dai vari dittatori di turno. Né, devo dire con onestà, ho mai sentito una parola contro di lei, sguardi di diffidenza ed attenzione si, ma nulla di più.

Confermata quindi la stima per il popolo russo e per lei saltiamo i convenevoli e vediamo quali sono i problemi che ci dividono. Mi sembra di aver capito, anche alla luce di quanto detto dal Patriarca Kirill, che la cosa che la preoccupa di più dell’occidente sia la disgregazione della famiglia, la perdita dei valori tradizionali, la eccessiva liberalizazzione dei costumi, la negazione dei principi etici e morali. Lei non vuole che questi fenomeni patologici infettino e si diffondano nella società russa e li combatte. Fa bene! Anche noi li contrastiamo, ma è questa la differenza. Noi lo facciamo non limitando la libertà degli altri e imponendo regole e restrizioni, ma con l’esempio, l’esaltazione dei valori positivi, la tutela della libertà della persona umana e dei principi di uguaglianza e fratellanza. E’ un modo di agire che talvolta si rivela poco efficace, mi riferisco alla tutela dei bambini e della maternità, ma alla lunga è positivo e  non so indicarne uno migliore. Quindi, la prego, non abbia timore dei Maneskin o di qualche altro cantante o fenomeno da baraccone, eccentrico e strampalato. I valori dell’Occidente sono sani e sono radicati saldamente negli insegnamenti del Cristianesimo e di Libertà, Uguaglianza, Fraternità e Solidarietà.

La Russia poi soffre di “sindrome da accerchiamento”. Il pensiero diffuso è che la NATO preme da ovest verso verso est e, la Russia, con le spalle all’Oceano Pacifico, non ha neanche uno sbocco verso il Mediterraneo e Suez. Mi perdoni ma questo è un esame strampalato: La Russia non è accerchiata, ma è CENTRALE nel continente Europeo. Essa è al centro dell’Europa ed ha due appendici, una ad ovest che si spinge fino all’Atlantico ed al Mediterraneo, ed una ad est che arriva fino al Pacifico. Le vicende storiche e politiche hanno creato l’attuale situazione di divisione di popoli che invece devono vivere e svilupparsi insieme. A mio giudizio quindi, l’obiettivo strategico di tutti i paesi dell’area non deve essere quello d’isolarsi, di cercare piccole e grandi nicchie di protezione, ma d’iniziare un percorso d’integrazione e di creare un grande polo euroasiatico di stabilizzazione e sviluppo. Quindi non abbia paura di essere attaccato dai piccoli tarli dell’occidente europeo e rifugga dal pensare di risolvere i problemi con la forza, non può farlo e, alla lunga ne uscirebbe sconfitto. E qui mi corre l’obbligo di parlare della guerra all’Ucraina.

Purtroppo lei è partito dalla parte della ragione ed è passato dalla parte del torto. Ha ragione quando sente la necessità che la Russia abbia uno sbocco sicuro e stabile al Mediterraneo ed a Suez. Ma tutto si può avere con trattati ed accordi internazionali senza invadere un altro paese, la Crimea. Ha ragione quando afferma che gli accordi di Minsk non sono stati rispettati. Ma perché il suo Ministro Lavrov non ha svolto una campagna diplomatica divulgativa per portare il problema all’attenzione dell’ONU e dei paesi europei? Perché il Patriarca Kirill, tanto attento alla difesa dei valori cristiani russi, non ha detto una parola? Tutti hanno preferito affidarsi alla forza delle armi più che a quella della ragione e così lei ha iniziato la guerra contro l’Ucraina ed è passato dalla parte del torto.

Adesso ha solo una mossa per spiazzare tutti e portarsi dalla parte della ragione: il 9 maggio, al termine della parata militare dichiari al mondo il “cessate il fuoco unilaterale”.

 

Lo faccia per i giovani soldati russi morti al fronte: ragazzi innocenti, in molti casi imberbi, che meritavano una vita lunga e serena.

Lo faccia per le loro mamme che li hanno partoriti, allattati e cresciuti e che non hanno nemmeno avuto la possibilità di seppellirli con una preghiera.

Lo faccia per tutti gli ucraini, giovani e vecchi, nemici onorevoli o amici che siano, che hanno avuto la famiglia ed il paese distrutto.

Lo faccia per dire al mondo intero che la Russia non vuole la distruzione dell’umanità ma la soluzione equa di tutti i problemi che la riguardano.

Lo faccia per lei stesso e per i suoi figli perché così potrà riguadagnare la fiducia di tutti e passare alla storia – le auguro fra molti anni – come uno statista che ha pacificato l’Europa.

E’ questo l’unico modo per evitare altri morti e distruzioni, far riprendere la vita europea normale, ripristinare pace, lavoro, movimenti di persone, merci e commerci.

Signor Presidente ci pensi e che Dio l’aiuti a decidere.

GioVe