Essere pigro

Per un pigro come me esistono tanti nemici insidiosissimi, cioè uomini da evitare assolutamente. Detta così, sembra una frase poco chiara, ma per noi pigri, incontrare degli uomini che sanno fare o fanno bene troppe cose, provoca un dolore fisico difficile da spiegare.

Il primo nemico è il tuttofare, quello che aggiusta tutto e che ha una cassetta degli attrezzi che gli consente di smontare e rimontare qualsiasi elettrodomestico. Per non parlare di quando c’è da fare qualche lavoro di bricolage, loro sono esperti di elettricità, idraulica e meccanica. Noi pigri sudiamo freddo se dobbiamo cambiare una lampadina, figurarsi per riparare un rubinetto.

Poi c’è quello che va a comprare da Ikea, che già quando lo incontri in negozio, lo riconosci da come si muove tra gli scaffali. Danza da un oggetto all’altro, prendendo appunti con quelle matite che noi pigri odiamo (con noi non scrivono, perché anche le matite di Ikea sanno riconoscerci). Monta intere camere con una velocità della luce, mentre noi pigri piangiamo guardando la scatola della scarpiera da montare, rimpiangendo di non esser riusciti a trovare una nuova scusa che ci impedisse di andare in quel negozio. Sono riuscito a trovare scuse per un intero anno, ma la donna del pigro sa come fregarlo, chiedendo di essere accompagnata solo per dare un’occhiata (“dai, è un anno che non mi ci porti!”). E mentre sudi freddo davanti la scatola della scarpiera, ti immagini l’uomo tuttofare che ne monta dieci in mezz’ora.

Un’altra cosa fondamentale per noi pigri, è la scelta dei compagni di vacanza, facciamo una selezione accurata nello scegliere persone che non ci facciano vergognare, come per esempio il papà che gioca 24 ore su 24 con i bambini oppure quello che fa i servizi di casa. Ma quello assolutamente da evitare è lui, il nemico numero uno, lo “sportivo”. La mattina fa jogging, nella pausa pranzo va in palestra e la sera gioca a padel. Il capitolo padel, per noi pigri è piuttosto ambiguo, perché alcuni di noi hanno tradito la causa per colpa di questo nuovo gioco, per poi ritirarsi con la coda fra le gambe. Finché era di moda il calcetto, potevi anche andarci e fingere uno strappo improvviso e sederti in panchina per tutto il resto della partita, ma con il padel no. Il padel non ti lascia scampo: o giochi oppure no. Li vedi a tutte le età, con qualsiasi conformazione fisica, giocarci con un accanimento spettacolare. Ogni notte c’è sicuramente un pigro che vive l’incubo di trovarsi in un campo di padel per poi risvegliarsi sudando freddo. Ecco, se esiste l’inferno per noi pigri, è quello finire in un girone in cui sarai costretto a giocare a padel ininterrottamente per tutta l’eternità.

 

Vincenzo Ferrante