Mario Draghi si è dimesso

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il quale dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato, ha reiterato le dimissioni sue e del Governo da lui presieduto.

Un comunicato, scarno, letto dal Segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti.

Il capo dello Stato ha convocato per il pomeriggio i presidenti di Camera e Senato “in base all’articolo 88” della Costituzione che regolamenta lo scioglimento del Parlamento.

Gli effetti negativi si sono cominciati a sentire già da ieri sera dopo il triste epilogo al senato, infatti, con le Borse europee che si mostrano nervose e oscillano tra la parità e il territorio negativo, fatta eccezione per Piazza Affari che con il -2% resta pesante a causa della crisi del Governo Draghi.

Mentre dal Pnrr alla legge di bilancio, dagli interventi per la riduzione del cuneo fiscale al salario minimo: sono molti i progetti in bilico a causa delle crisi.

Con un po di buona volontà le misure che l’urgenza del momento richiede, come il varo del decreto di fine luglio-inizio agosto anche un governo che non è nella pienezza dei propri poteri potrebbe/dovrebbe adottare per alleggerire il peso del caro energia sulle famiglie e sulle imprese.

La fine anticipata della legislatura, invece, manda a carte quarantotto tutti i provvedimenti ora in Parlamento: dal ddl correnza alla riforma fiscale.

  • PNRR: la complessa macchina del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per l’Italia vale 191 miliardi di fondi, è in un momento delicatissimo. Varate le norme per molti progetti si entra nella fase operativa. Nel primo semestre è stato centrato l’obiettivo di 45 progetti, necessari per richiedere la seconda tranche da 24 miliardi. Ora ne mancano 55 per la fine dell’anno, ai quali si aggiungono i progetti di riforma richiesti per ottenere una nuova tranche di anticipo del Pnrr
  • BOLLETTE E BENZINA: la sterilizzazione di 30 centesimi delle accise dei carburanti (benzina e gasolio) è stata prorogata al 21 agosto, salvando gli esodi estivi, dopo il prezzo, se non ci sono ulteriori interventi, tornerà ‘pieno’. Durano solo fino a settembre e quindi dovranno essere rinnovati per l’ultimo trimestre dell’anno gli interventi sulle bollette di gas e luce, che hanno bloccato gli oneri di sistema.

Nonostante la crisi questi provvedimenti potrebbero essere adottati.   

  • MANOVRA E PENSIONI: tra i nodi principali che un governo nella pienezza dei propri poteri deve affrontare c’è la messa a punto della manovra, che dovrà prevedere un decalage del debito pubblico. Se si va alle urne il calendario richiede deciso impegno. Il nuovo quadro di previsioni (la Nadaf) deve essere approvato entro il 27 settembre ed è evidente che sarà comunque l’attuale governo a predisporre le previsioni ‘a legislazione vigente’. Poi entro il 15 ottobre queste vanno inviate all’Ue mentre il governo ha tempo fino al 20 dello stesso mese per il varo della legge di bilancio nella quale può valutare gli interventi da mettere in campo. Chiaro che le ipotesi di lavoro su taglio del cuneo o per la flessibilità in uscita delle pensioni sono ora in salita: scade infatti Quota 102, oltre che l’Ape Sociale e Opzione Donna. L’attuale governo aveva ipotizzato di prorogare questi due ultimi meccanismi e stava studiando un nuovo regime per consentire una maggiore flessibilità in uscita.
  • IUS SCHOLAE, CANNABIS, FINE VITA E DOPPIO COGNOME: sono temi diversissimi ma accomunati da un identico destino, calendarizzati per luglio, senza fissare però una data, per la discussione in Aula alla Camera. Se si va alle urne decadono. La maggioranza del governo Draghi sui due temi era diversissima: Lega e Fi da una parte, Pd e M5s dall’altra.
  • Analogo destino per la legge sul suicidio assistito che ha incassato a marzo il primo ok della Camera e ora è in commissione al Senato.
  • Addio anche alla possibilità di legiferare sul doppio cognome così come sollecitato dalla Corte costituzionale che è intervenuta per sancire la possibilità di aggiungere quello materno.
  • Decadono anche le norme per rivedere l’ergastolo ostativo, ovvero il divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia.
  • CUNEO E 200 EURO: il sostegno dei redditi, per salvaguardarsi dall’erosione dell’inflazione che ha raggiunto l’8%, passa attraverso molti strumenti che il governo ha ipotizzato di varare per la fine di luglio. Ma chiaro che anche se verrà varato il decreto difficile che vengano affrontati, ma anche che possa essere replicato per un secondo mese il bonus di 200 euro, previsto per dipendenti, pensionati e autonomi. Ancora più complicata l’ipotesi di una riduzione dell’Iva sugli aumenti dei beni di consumo più necessari.
  • RIFORMA TASSE E CONCORRENZA: con la chiusura del Parlamento decadono anche alcuni provvedimenti di tipo economico, importanti anche ai fini degli obiettivi del Pnrr. Il primo è la delega fiscale, per la riforma del sistema tributario che superato il nodo del catasto è ora in commissione al Senato.
  • L’altro è il ddl concorrenza ora all’esame in commissione alla Camera, dove non è ancora stato sciolto il nodo dell’articolo 10 sui taxi.

La situazione è ingarbugliata, è prevalsa la non politica e l’egoismo, ora sta al Presidente della Repubblica lanciare la palla.

Alfredo Magnifico