NIENTE SARA’ COME PRIMA

Non so quando e come finirà questa guerra, ma so con certezza che niente sarà più come prima. Mi auguro che le proposte del Presidente Macron vengano condivise anche dagli altri Paesi Europei e dalla Russia e che si traducano nella creazione di un polo europeo e russo di pacificazione e sviluppo. Ma non c’è da attendersi rose e fiori. Superata l’esigenza Covid e finita la guerra, l’Italia si sveglierà dal tranquillo torpore in cui ha vissuto gli ultimi anni e scoprirà che …. tutti i nodi vengono al pettine!

Il primo nodo è quello dell’autonomia energetica. Noi non abbiamo energia, o meglio abbiamo rinunciato ad averla – in base a discutibili principi di tutela dell’ambiente – mentre tutte le nazioni intorno a noi la producono con belle centrali nucleari e ce la vendono. Noi paghiamo contenti e facciamo debito, che prima o poi i nostri figli e nipoti dovranno pagare… Siamo circondati dal mare che è pieno di gas e petrolio, ma non lo estraiamo perché è brutto vedere all’orizzonte una piattaforma che estrae dal sottosuolo una linfa vitale per la nostra economia. Noi preferiamo avere un bel panorama, compriamo e paghiamo …

Il secondo nodo è quello dello sviluppo economico che non è diffuso su tutto il territorio nazionale. Abbiamo eccellenze industriali ed agricole in alcuni settori ed aree del territorio italiano mentre altre zone sono totalmente prive di industrie e sostenute dall’assistenzialismo. Da tutta la vita sento parlare della questione meridionale, della carenza di infrastrutture e da più di trent’anni stiamo discutendo se fare il ponte sullo Stretto di Messina e se farlo a campata unica o a tre campate! Intanto le nostre Università sfornano – a nostre spese – ottimi laureati che per soddisfare le giuste aspirazione di vita prendono la via dell’estero. E noi continuiamo a discutere ….

Un altro nodo è quello della conservazione e della cura del territorio. Se non piove per una diecina di giorni entriamo nell’emergenza siccità e subito vediamo fiumi in secca e prati polverosi e brulli… Se invece piove per qualche giorno o se fa un acquazzone violento – come ci sono sempre stati – è emergenza alluvionale. Ma perché non studiamo bene il territorio creando invasi, costruendo dighe e sistemi di irrigazione? Le nostre campagne si spopolano, i nostri agricoltori abbandonano la terra perché non è conveniente coltivarla e noi compriamo prodotti agricoli – talvolta di scarsa qualità – da paesi lontanissimi inquinando il mondo per trasportarli in Italia. Se potessimo offrire agli agricoltori energia a basso prezzo per riscaldare le serre durante l’inverno potremmo produrre tutto quello che ci serve e sempre. Se poi avessimo un’organizzazione di raccolta, distribuzione e vendita capace di tuterare produttori e consumatori, togliendo spazio agli speculatori ed alle mafie, forse ….

Un altro nodo è quello dell’immigrazione. Il problema è che bisogna prendere coscienza che l’immigrazione è un fenomeno che non si può contrastare: quando un uomo ha fame e non ha prospettive cerca sempre un posto migliore in cui vivere. I vari governi che si sono succediti in Italia hanno tentato di limitare il fenomeno, ma hanno sbagliato! L’unico modo di affrontare l’immigrazione è quello di gestirla bene. Un essere umano che in qualche modo arriva sul territprio italiano va trattato alla luce dei principi etici e morali indicati nella nostra Costituzione. Non si può abbandonarlo in mezzo ad una strada a pulire i vetri delle macchine, sperando nella generosità degli automobilisti, né si può lasciarlo libero di spacciare droga nei giardini o vicino alle scuole. No! L’immigrato è una risorsa, ma va indirizzato e guidato lungo un percorso di inserimento nella società italiana, che non conosce e che è totalmente diversa da quella da cui proviene. Egli deve essere istruito perché apprenda la lingua e la normativa italiana e subito deve essere immesso nel sistema produttivo nazionale – in relazione alle proprie conoscenze ed attitudini – se non altro per ripagare i benefici che riceve che sono pagati da tutti i contribuenti. Perché non si studia ed attua un sistema di affidamento? L’immigrato non è d’accordo? Deve essere subito espulso dall’Italia con accompagnamento coatto.

Infine l’ultimo problema che assilla i nostri politici in questi giorni: la fionda è un armamento leggero o pesante? Quanto deve pesare il sasso per non far arrabbiare il russo che lo riceve in testa? Signori, siamo seri, la Russia ha attaccato un altro paese libero e lo sta distruggendo, ha raso al suolo intere città, ucciso donne vecchi e bambini e voi perdete tempo a discutere se un’arma è offensiva o meno? Siate seri! Le armi servono per uccidere e l’unico modo per costringere Putin a trattare è quello di rendere la guerra controproducente per lui. Solo allora scenderà a patti e sappiate che l’unica cosa che ci permette di vivere liberi è la difesa.

Gen. GioVe