Russia, la grande parata e il discorso di Putin

Russian soldiers ride atop their armoured personnel carrier at the Red Square in Moscow, on May 9, 2014, during a Victory Day parade. Thousands of Russian troops marched today in Red Square to mark 69 years since victory in World War II in a show of military might amid tensions in Ukraine following Moscow's annexation of Crimea. AFP PHOTO / KIRILL KUDRYAVTSEV (Photo credit should read KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)

Durante le celebrazioni per il Giorno della Vittoria, il Presidente Putin ha affermato: “Nostra operazione è stata preventiva”. “L’orrore di una guerra globale non si deve ripetere”.

Un’ impressionante sfoggio di potenza militare sfila davanti alle mura del Cremlino, in testa alla sfilata due missili nucleari di ultima generazione, 131 mezzi militari di terra 11.000 soldati e carri armati, mentre la parte aerea della parata è stata cancellata a causa del tempo, questo almeno il motivo secondo quanto dichiarato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov all’agenzia di stampa Ria Novosti.

La cerimonia avrebbe dovuto presentare 77 aerei che sorvolano la Piazza Rossa, nella Capitale.

Da Mosca Vladivostok, sulla costa russa del Pacifico, la Russia celebra il Giorno della Vittoria, e la sconfitta del nazismo nel 1945.

Per il presidente russo Vladimir Putin è l’occasione per rivendicare l’offensiva e l’invasione in Ucraina, contro “la minaccia inammissibile della Nato”, come una “operazione preventiva, necessaria e giusta”.

Non c’è però alcun annuncio importante nel suo discorso, come alcuni avevano previsto o temuto, né riferimenti a un’imminente escalation.

“L’orrore di una guerra globale non si deve ripetere” ha detto il leader del Cremlino.

Nell’apertura del suo discorso Putin si congratula con i combattenti russi: “Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria, anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria”, poi attacca:  “Alla fine dello scorso anno l’Occidente stava apertamente preparando un attacco al Donbass e alla Crimea, a Kiev c’erano richieste di armi nucleari che creavano “una minaccia inaccettabile proprio al nostro confine.

L’Occidente preparava una invasione dei nostri territori”, l’offensiva in Ucraina è, a detta di Putin, un’operazione preventiva, necessaria e giusta”.

Il presidente russo ha poi ricordato di aver chiesto ai Paesi della Nato un’ accordo sulle garanzie di sicurezza, ma, ha lamentato, “non siamo stati ascoltati”.

Il presidente russo ha accusato i Paesi occidentali di degrado morale e ha affermato che ai veterani americani è stato vietato di partecipare alla parata del V-Day a Mosca. “In Occidente, a quanto pare, hanno deciso di cancellare valori millenari”, ha detto dalla tribuna in Piazza Rossa prima dell’inizio della parata, “tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della Seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle vittime, cancellando il coraggio di coloro che hanno ottenuto la vittoria”.

Putin ha chiesto un minuto di silenzio per i militari uccisi durante la Seconda guerra mondiale e per quelli nei combattimenti in corso nel Donbass e a chi ancora sta combattendo in quell’area ha detto: “Mi rivolgo alle nostre forze armate e alle milizie del Donbass: voi combattete per la sicurezza patria e per il futuro”, affinché “non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti”. “stanno combattendo sulla loro terra, dove i nostri antenati hanno combattuto il nemico nazista.

Infine,Putin, ha accusato i Paesi occidentali di degrado morale e ha affermato che ai veterani americani è stato vietato di partecipare alla parata del V-Day a Mosca. “In Occidente, a quanto pare, hanno deciso di cancellare valori millenari, tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della Seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle vittime, cancellando il coraggio di coloro che hanno ottenuto la vittoria”.

Anche il patriarca Kirill, massima autorità della Chiesa ortodossa di Mosca, ha partecipato alla parata sulla Piazza Rossa. Il patriarca è apparso nelle immagini della tribuna ufficiale accanto al vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitri Medvedev.

Non si è visto invece il generale Valerij Gerasimov, capo di stato maggiore delle forze armate russe, nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni sul suo ferimento mentre si trovava a Izyum, nella regione di Kharkiv.

Dai paesi della Nato l’appoggio a Kiev si fa sempre più consistente, come ha dimostrato da ultimo la visita compiuta ieri nella capitale ucraina, dalla first lady statunitense Jill Biden che ha incontrato la sua controparte ucraina, Olena Zelenska, in una scuola, mentre il primo ministro canadese Justin Trudeau ha fatto una visita a sorpresa a Irpin, una cittadina alla periferia di Kiev devastata dai combattimenti.

Alfredo Magnifico