Per Tiziano Treu il decreto dignità è un fallimento e va riscritto

Secondo il presidente del CNEL ed ex ministro del lavoro Tiziano Treu, è ora di introdurre il salario minimo, evitando, però, di sparare numeri a caso come ha fatto Tridico, e secondo lui servono “commissioni apposite, senza improvvisare.”

Il prof. Treu ha sempre detto che la flessibilità si paga, e invece i contratti a termine rischiano di costare meno, perché non hanno premi né scatti.

Treu è stato il primo a introdurre la flessibilità nel mercato del lavoro italiano, nel 1996 con il governo di Romano Prodi.

In tanti dall’Italia guardano ammirati la riforma varata dal governo spagnolo che ha portato a un boom di assunzioni stabili ad aprile, Treu è scettico sulla replicabilità della formula nel nostro Paese.

Per abolire la precarietà, si è messo in piedi un vero fallimento e da noi  l’introduzione del decreto dignità, grillino, si è rivelato un vero fallimento.

L’aspetto positivo della riforma spagnola, è che fanno pagare di più i contratti brevi, succedeva anche da noi, i contratti stagionali e a tempo determinato del turismo prevedevano la maggiorazione saloariale del 10%, abolita da un contratto nazionale,firmato sempre da CGIL-CIS-UIL, questa misura il presidente TREU  la ritiene utile.

Il guaio vero è che in Italia abbiamo un numero di precari superiore alla media europea, e nello stesso tempo abbiamo tantissimi rapporti di breve durata, di un mese, di quindici giorni… la flessibilità va pagata maggiorata, invece i contratti a termine rischiano di costare meno, perché non hanno premi né scatti.

A differenza di altri paesi europei abbiamo un sistema meno ordinato, anche sulla rappresentatività, costituzionalmente sono inapplicati i principi, grazie a rigidità e rendite di posizioni, per realizzare una riforma così delicata bisogna «negoziare per mesi, ma….con tutti».

Le limitazioni alle causali per giustificare i contratti a termine introdotte dal decreto dignità non sono servite, le causali non sono lo strumento migliore perché creano confusione, negli anni passati sono state intasate le cancellerie dei tribunali con l’attivazione di decine di migliaia di contenziosi giudiziari, le causali imposte dal decreto Dignità risultano illeggibili e contraddittorie.

Il decreto è stato sospeso fino a settembre, ma secondo Treu bisogna riscriverlo perché non ha funzionato bene, occorrerebbe tener conto delle misure spagnole, che hanno introdotto solo due causali, e poi andrebbero recepite nei contratti collettivi.

Per far crescere i salari, evitando la spirale prezzi-salari, bisognerebbe far crescere la produttività, la produttività cresce se c’è fidelizzazione e premio.

Investiamo poco in istruzione e abbiamo piccole aziende che non fanno ricerca: questi sono i fattori della nostra debolezza, dice Treu. «Adesso c’è l’opportunità, con i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di spingere su innovazione e  digitale che, se fatti bene, servirebbero proprio ad aumentare la produttività.

Treu pensa che il salario minimo si possa fare in due modi: per legge o per via contrattuale, sono le due strade tracciate dalla direttiva europea. Fino ad oggi CGIL-CISL-UIL non hanno voluto il salario per legge, ritenendo che il salario contrattuale sia il minimo.senza tenere conto che dall’abolizione della scala mobile diversi settori operativi hanno perso salario e braccia disponibili.

Consiglio ai naviganti da un povero, vecchio sindacalista, il salario minimo andrebbe fatto a livello EUROPEO e si eviterebbero così leggi tipo Bolkestein che portavano manodopera nei villaggi turistici dai paesi dell’Est con contratti e retribuzioni dei paesi di origine, lasciando appiedati i nostri stagionali e poi…. Gli imprenditori piangono che non trovano manodopera.

Ma occhio a non sparare numeri come ha fatto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, proponendo un valore legale di 9 euro lordi l’ora per tutti. Prof. Treu le dico personalmente faccio il sindacalista da 45 anni, il CNEL potrebbe per le sue competenze prendere iniziativa e proporre al parlamento una soluzione, lo apra lei il tavolo e convochi tutti ma proprio tutti e faccia come il conclave di Viterbo, allora si esce quando si ha una soluzione.

Professore provi ad abolire la schiavitù, che è più diffusa di quanto possa immaginare, affianchi al salario minimo diritti minimi inderogabili è passerà alla storia.

Alfredo Magnifico

Segretario Generale

Confintesa Smart