LA DEMOCRAZIA HA BISOGNO DELLA MEMORIA, UN’ANIMA VIVA CHE SI NUTRE DEL RICORDO DI CHI HA COMBATTUTO PER DIFENDERE LO STATO

Sabato 23 maggio 1992, la data della strage di Capaci. Mi trovavo a Tarquinia in uno dei primi settimana estivi. Avevo 14 anni. Quello è stato il momento esatto in cui ritengo si sia formata la mia coscienza civile. Quel giorno è nata la passione per l’impegno politico. Davanti alle immagini terribili trasmesse da un televisore di quelli con la parte posteriore ingombrante e lo schermo spesso e piccolo. Ero seduto vicino a mio nonno Antonio che mi portava con lui durante il periodo delle vacanze estive. Ho cominciato ad occuparmi di politica da allora con l’obiettivo di cambiare il mio Paese e combattere le mafie. Perché ogni volta che mi trovo davanti a quello che mi sembra di riconoscere come un sintomo della corruzione e del malaffare, mi tornano in mente le lacrime di un uomo buono quale era mio nonno. Un uomo che amava l’Italia e i suoi veri eroi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Giovedì 20 maggio 1999. Avevo poco più di vent’anni quando venne ucciso il professor Massimo D’Antona ed ero già uno studente universitario alla facoltà di sociologia, che a Roma si trova su via Salaria a poche centinaia di metri dal luogo del suo assassinio. Quell’omicidio, seguito tre anni dopo da quello di Marco Biagi, fu uno choc per la nostra città, perché ci sembrava di esserci lasciati ormai alle spalle il sangue degli anni di piombo. In quel periodo ero il direttore del giornale universitario “U”, che distribuivamo gratuitamente agli studenti della facoltà di sociologia e scienze della comunicazione. Quelli sono stati gli anni in cui si è radicata in me l’idea di un riformismo democratico che avesse l’ambizione di cambiare un Paese incapace di costruire un futuro per i propri figli. È una traversata lunga che vent’anni dopo stiamo ancora facendo e che sono convinto proseguirà a Roma con l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri. Per questo sono orgoglioso che l’assessore alla cultura Miguel Gotor fosse insieme alle Istituzioni del nostro Paese a tenere viva la memoria del prof. D’Antona. La memoria è il più grande patrimonio collettivo che abbiamo il compito di custodire, affinchè la nostra democrazia non rimanga soltanto un insieme di regole sociali, ma rappresenti un’anima viva radicata nel ricordo del sacrificio di chi ha combattuto per difendere lo Stato.

A Roma ci stiamo impegnando molto per far tornare a vivere la nostra città. Questa mattina in commissione Roma Capitale abbiamo parlato con il Sindaco Roberto Gualtieri della riforma costituzionale per dotare Roma di poteri legislativi in discussione in Parlamento. Chi volesse vederla può cliccare qui. La scorsa settimana grazie al voto unanime dell’Aula Giulio Cesare si è costituito il comitato promotore per la candidatura di Roma all’Expo 2030, un passo importante per continuare ad ambire ad una grande occasione di sviluppo e rigenerazione di Roma. L’area individuata è quella del quadrante di Tor Vergata, dove saranno effettuati interventi per un investimento di 22 milioni di euro, necessari a migliorare accessibilità ed interconnessioni con i quartieri limitrofi, attraverso il piano urbano Integrato Tor Bella Monaca – TorVergata che sarà finanziato con i fondi del Pnrr e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio per il recupero del compendio delle Vele. Sul tema dei servizi anagrafici, invece, sono state oltre 6.000 le carte d’identità elettroniche di cui i cittadini hanno fatto richiesta in occasione degli Open Day organizzati nei mesi di aprile e maggio. Nel mese di aprile le aperture straordinarie degli sportelli anagrafi e degli ex PIT hanno consentito il rilascio di 4.576 CIE e nei primi due fine settimana di maggio sono state accolte 1582 richieste. Per un totale di 6.158 carte d’identità elettroniche emesse. Un risultato importante per un’iniziativa sperimentale che si affianca alla normale attività di rilascio con la quale si arriva a quasi 1000 CIE emesse al giorno. Continueremo a lavorare in questa direzione per ridurre i tempi di attesa e offrire ai cittadini una possibilità in più di richiesta.

Sempre questa settimana, insieme con il Presidente della Commissione Turismo e Moda Mariano Angelucci abbiamo inaugurato la terza delle sette “Palestre dell’Innovazione”, presso l’istituto comprensivo Via Poppea Sabina a Casal Monastero in IV Municipio, che rientra nel programma triennale “Smart and Heart Rome”, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con il finanziamento del Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale. In questa palestra si lavorerà alla scoperta di materiali, strumenti e processi di creazione alternativi e innovativi per costruire un futuro più green. Passando dai tessuti organici e le bioplastiche per la realizzazione di capi di abbigliamento a basso impatto ambientale, ai sensori per la cura dell’orto scolastico fino a progetti di fabbricazione digitale di arredi urbani per vivere al meglio il proprio quartiere. Nella palestra dell’innovazione “satellite”, realizzata invece presso il Liceo artistico Enzo Rossi, si avrà un originale percorso formativo, ideato in collaborazione con il Master in Fashion Studies della Sapienza di Roma, che consentirà agli studenti di esplorare a tutto tondo il tema della moda sostenibile: accompagnati da formatori e ricercatori ragazze e ragazzi potranno cimentarsi nell’utilizzo di nuove tecnologie per la realizzazione di abiti e accessori etici e intelligenti e sviluppare nuove competenze per settori professionali e di ricerca in fortissima espansione. Anche attraverso progetti come questo stiamo cercando di ridurre le diseguaglianze sociali e puntare allo sviluppo di nuove competenze e potenzialità nei territori periferici più disagiati.

Inoltre sempre in Assemblea Capitolina abbiamo approvato all`unanimità la mozione per l`intitolazione del Parco delle Valli alla memoria di Rino Gaetano, che ho sottoscritto insieme ai consiglieri di Roma Futura Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini e alla consigliera del Partito Democratico Cristina Michetelli. L`arena, ormai vicina al completamento, potrà ospitare fino a dodicimila persone e diventerà un punto di riferimento per le manifestazioni dal vivo nella Capitale. Dopo questi anni di pandemia mettiamo così un nuovo spazio a disposizione, per la ripresa di un settore che ha patito fortemente lo stop obbligato e onoriamo la memoria di un artista il cui ricordo vive con forza nel quartiere Montesacro, dove ha vissuto fino alla sua prematura scomparsa. Finalmente la manifestazione musicale che porta il suo nome, e che ogni anno lo ricorda nel giorno della sua scomparsa, avrà una luogo adatto per ospitarla. Le canzoni di Rino Gaetano dal prossimo anno saranno suonate nell`arena a lui intitolata. E noi siamo felici di averlo, in questo modo, riportato a casa, nel suo quartiere.

p.s. solo per tifosi della Roma…

Chi conosce lo spirito di Roma è ben consapevole come sia cominciata una settimana particolare, diversa da tutte le altre. Lo si legge negli occhi di tante persone. Traspare in quei piccoli momenti impercettibili di disattenzione, che portano per un attimo la mente altrove. Lo si vede in quella strana quiete che avvolge una città sospesa e allo stesso tempo in fremente attesa.

È uno stato dell’animo che è difficile da spiegare e che si porta dietro aspettative e desideri che non riguardano soltanto la passione per il calcio e il tifo per la AS Roma. Per la Roma giocare una finale rappresenta un traguardo storico, figuriamoci provare a vincerla. Lo sa bene un campione del mondo come Francesco Totti, che per tutta la sua straordinaria carriera ha inseguito il sogno di vincere nella nostra città. Lo ha capito bene • Jose Mourinho •, che ha vinto tutto da allenatore e che tuttavia ha dichiarato come questa sia la finale più importante della sua fenomenale carriera. E forse lo stanno cominciando a capire i Friedkin, persone serie di poche parole e molti fatti.

Vincere a Roma ha un significato e un gusto diverso, proprio perché qui si vince poco e si è davvero fortunati se si è potuto festeggiare qualche traguardo nell’arco della propria vita. È qualcosa di inspiegabile, quasi che un amore e una passione così sfrenata come quella dei romani per la propria squadra, debba per forza portarsi dietro anche un carico di fatica, frustrazione e delusione. La nostra Roma assomiglia un po’ alla vita, dove per raggiungere un traguardo importante ci vogliono tempo, fatica, caparbia e resilienza. La capacità di rialzarsi sempre dopo una caduta. La voglia di non mollare e riprovarci. L’incrollabile certezza che quella passione non si affievolirà malgrado i risultati.

Perciò in questi giorni voglio chiedere a chi non condivide questa passione di perdonarmi e di essere indulgenti anche con quelle persone che incontrerete e che vi sembreranno più disattente, magari un po’ meno reattive e in qualche caso troppo tese. Per tanti di noi questa sarà una settimana di passione, stateci vicini