Scrittori e proprietà intellettuale: Diritto d’autore e casi esemplari nella storia evolutiva della proprietà intellettuale.

Il nuovo libro dello scrittore Stefano Morabito compie un’analisi e traccia un’ottima guida per orientarsi nell’ambito della proprietà intellettuale, indicando l’apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell’inventiva e dell’ingegno umano.

di Rossella Ronconi

 

Un saggio davvero utile, necessario e di fondamentale importanza sopratutto per chi abbia già scritto e pubblicato o pensi di pubblicare un opera di qual si voglia genere. La legge, infatti, tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Ma esattamente, come siamo arrivati all’attuale normativa? Qual è la legislazione di riferimento? Cosa vuol dire essere l’autore dell’opera? Quali diritti sono tutelati? In altre parole, cos’è il diritto d’autore e come lo scrittore rientra nel meccanismo della macchina editoriale? Non angosciatevi, lo spiega l’autore Stefano Morabito nel suo interessante ultimo saggio “Scrittori e proprietà intellettuale. Diritto d’autore e casi esemplari nella storia evolutiva della proprietà intellettuale”.

 

Negli anni, molti sono stati gli studiosi che hanno trattato la problematica connessa alla sfera della proprietà intellettuale, ma come Stefano Morabito nessuno.

Nell’interessante ed istruttivo volume, in uscita in questi giorni in libreria e online, l’autore ha analizzato sapientemente il lungo e faticoso percorso storico-evolutivo della proprietà intellettuale sia attraverso l’acquisita consapevolezza degli autori sia attraverso l’iter legislativo che, grazie a importanti conquiste del lontano e più recente passato, ha portato all’emanazione delle norme che attualmente regolano e tutelano la proprietà delle opere d’ingegno.

 

Un viaggio itinerante e avvincente che dall’età classica, dove si possono riscontrare i primi casi in cui vi è la violazione del diritto d’autore, e successivamente dalla rivoluzione gutenberghiana – che coincide con l’invenzione della stampa nel XV secolo d.C. e segna il passaggio dalla cultura manoscritta alla cultura tipografica – giunge fino ai giorni nostri, prendendo in esame autori e dispute, grazie alle quali il concetto di produzione di opere d’ingegno ha assunto valenza concreta sul piano sociale e politico. La successiva presa in esame della legge n. 633 del 41, tutt’ora vigente in materia di diritto d’autore, e le varie conquiste che hanno portato allo sviluppo di una legislazione organica e omogenea, rendono il saggio, dalla grande chiarezza informativa, uno strumento utile sia a scrittori che non, per comprendere il complesso mondo della proprietà intellettuale. Lungo il percorso l’attenzione si focalizza spesso su alcuni casi esemplari, in cui questo principio viene platealmente infranto, cercando di mettere in risalto alcune situazioni e individui che hanno contribuito a creare l’ambiente legislativo attuale. Uno studio che si propone di affrontare con pensiero critico un argomento molto controverso e discusso rende l’opera interessante e valida dal punto di vista informativo.

 

Stefano Morabito è un giovane autore calabrese di nascita e romano d’adozione, laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo i cui ulteriori interessi accademici vertono sulla filologia moderna. Collabora attivamente con la Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con la quale porta avanti numerosi progetti finalizzati alla valorizzazione degli autori e ad una maggiore tutela della proprietà delle opere d’ingegno. Già componente della V edizione del Concorso Letterario Storie Inaspettate promosso dalla Federazione Italiana del Tempo Libero (FITeL), nel 2022 è stato Presidente di Giuria dello stesso. È autore dei romanzi La rosa è ancora viva e Non sempre le rose riescono a fiorire.